Val di Fiemme, Dolomiti, Trentino

Panchià

Panchià sorge a 990 metri di quota lungo la strada delle Dolomiti fra Tesero e Ziano di Fiemme, su un soleggiato pendio alle pendici del Monte Pizzancae, punto d'incontro del torrente Rio Bianco con il torrente Avisio.
Da Panchià si dipartono vari percorsi escursionistici che si addentrano nella gola del Rio Bianco e sulle pendici delle circostanti montagne che circondano a ferro di cavallo il paese. Fra le principali cime raggiungibili in alcune ore di cammino vi sono il Sass Redon, i Cornacci, il Dos dai Branchi, il Monte Censi, il Monte Agnello e il Monte Pizzancae.

Panchià

Più riposanti passeggiate si possono effettuare lungo le stradine del fondovalle verso il torrente Avisio e in direzione di Tesero e Ziano, o lungo la camminata "Pontolaia", il giro delle Roe o il sentiero di Pensa. >>><<<

Al di là del letto del torrente Avisio sbocca la Val Cavelonte, che conduce alla catena principale delle Alpi di Fiemme. Tale valle è forse la meno frequentata delle valli del Lagorai, con cime montuose aspre che invero racchiudono luoghi di piacevole quiete. Dal fondovalle si risale la valle fra ripide coste boscose e si raggiungono gli alpeggi su cui domina la Cima Litegosa (2548 m), assurta ad emblema del paese e delle sue associazioni. Sono ancora oggi visibili molti resti della Grande Guerra, fra cui gallerie, stradine lastricate e trincee. La Val Cavelonte si contraddistingue per la ricchezza delle acque, fra cui i Laghetti delle Aie, il Rio Cavelonte, cascate di torrenti secondari e in basso le sorgenti di particolare purezza ritenute curative, fra cui l’acqua ferruginosa dello “Stol” scoperta nel 1754. Nell’800 le acque di Cavelonte erano raccomandate per la cura di molte malattie, come affezioni artritiche e cardiache, e grazie alla tenacia di un imprenditore locale sorsero i Bagni di cura che godettero di buona fama fino alla Grande Guerra. Oggi ne rimangono solo pochi ruderi e la Cappella del Redentore, edificata nel 1855 nel mezzo del bosco e restituita al culto dal Gruppo A.N.A. di Panchià nel 1989.

Caratteristico di Panchià è il Ponte di Ronco, lungo ponte in legno edificato sul punto più stretto del torrente Avisio e costituito da un’unica campata sostenuta da alti muri di pietra che si eleva una decina di metri sopra il letto del torrente. <<<

 

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